per non dimenticare

poeta o boscaiolo?

22/03/2026 07:45

cortik

poeta o boscaiolo?

questo il dilemma

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Nel I atto di Boheme, in una fredda soffitta del quartiere latino di Parigi, il poeta Rodolfo incontra Mimì, la sua vicina di casa, e così si accende la loro travagliata storia d'amore. Nella celebre romanza “Che gelida manina” si canta:

 

"Ma per fortuna è una notte di luna, e qui la luna l'abbiamo vicina.

Aspetti, signorina, le dirò con due parole chi son, e che faccio, come vivo.  Vuole? 

Chi son?  Sono un poeta.  Che cosa faccio?  Scrivo."

 

Ma allora, se io scrivo:

“di fronte al mare la felicità è un'idea semplice”

 

posso definirmi un poeta?

Che strano stò fatto;  io avevo sempre pensato di essere un boscaiolo ed ora mi ritrovo a scrivere con assiduità e vigore.

Stampare mi è storicamente congeniale, ma lo scrivere ritengo invece  sia impegno fino ad oggi  a me sconosciuto e  assai più arduo;

penso sia legato ad una particolare condizione dello spirito e dell'anima che, talvolta, vengono travolti da un insolito destino, ahimè.

Ed è proprio in questo mio particolare momento di vita, in questo mio emporio interiore, laddove tristezza, felicità, lacrime e sorrisi riescono a convivere e non belligerare.

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Sempre Rodolfo canta

“e come vivo?  VIVO.”

 

In me allora convivono due loschi figuri solo apparentemente in contrasto fra loro:  il boscaiolo che con la sua ascia abbatte il superfluo da non ricostruire, ed il poeta che con la sua penna darà un nome al vuoto che resta.

Il boscaiolo e il poeta non sono due persone diverse; sono lo stesso uomo che finalmente ha smesso di mentire a se stesso.

Chi sente quella voce interiore con chiarezza non ha scelta!

 

"Alcune persone sentono la loro voce interiore con grande chiarezza e vivono seguendo ciò che ascoltano.

Queste persone diventano pazze o diventano leggenda."

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